Vini al supermercato: come scegliere i migliori sullo scaffale

È risaputo che gli italiani amano bere vino, se è di qualità anche meglio. Per milioni di consumatori che vivono in centri urbani, però, l’unico luogo dove comprare vino è il supermercato. Molti vini sugli scaffali delle principali catene italiane, pur fregiandosi di etichette importanti, non possono garantire una qualità molto alta. Ecco alcuni consigli utili per scegliere un buon vino al supermercato senza spendere molto

Per una serata in compagnia o per una cena speciale, acquistare una bottiglia di vino è quasi d’obbligo. I pochi fortunati che conoscono produttori locali o hanno un’enoteca di fiducia andranno sicuramente a colpo sicuro, ma la maggior parte dei consumatori di vino si approvvigiona esclusivamente al supermercato.

Capire i meccanismi della grande distribuzione è molto complicato, ma una cosa è certa: non è detto che un prezzo alto equivalga a un buon vino, come non è vero che i vini in offerta siano sempre da acquistare. Sugli scaffali dei supermercati, tranne rarissime eccezioni, si trovano vini di imbottigliatori che seguono logiche e processi produttivi industriali: si è dunque lontanissimi da una condizione di artigianalità. È comunque possibile comprare una buona bottiglia italiana al supermercato, vediamo come.

Comprare vini al supermercato: come leggere l’etichetta

L’etichetta, al di là di una grafica particolarmente elegante e curata, può darci importantissime indicazioni sulla provenienza del vino e sulla sua qualità. La parte anteriore dell’etichetta contiene in genere il logo del produttore, il nome del vino, eventuali denominazioni protette (come IGP, DOC e DOCG) e l’annata. La parte posteriore è quella più interessante: c’è una breve descrizione del vino, il formato (quasi sempre 0,75 l), la zona di produzione, il grado alcolico e indirizzo della società imbottigliatrice. Le particolarità da tenere d’occhio sono soprattutto denominazione e cantina imbottigliatrice.

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Le denominazioni di origine controllata sono una garanzia?

Affidarsi ai vini certificati IGP, DOC e DOCG è sempre positivo, tuttavia la sola certificazione non garantisce la qualità del vino. Sarebbe altresì difficile da spiegarsi come mai vini DOCG vengono venduti anche per pochi euro. L’unica assicurazione che tali sigle possono dare al consumatore è la provenienza dell’uva e, a volte, le varietà di uve utilizzate per la produzione del vino. Di conseguenza scegliere un DOC o un DOCG è indice di una composizione delle uve normata per legge.

È importante verificare dove è stato fatto il vino?

È assolutamente importante verificare l’area di produzione del vino in questione. Nessuno vuole bere, ad esempio, un vino tradizionale del Sud prodotto – grazie a una denominazione ambigua – in un’altra regione dello stivale. È inoltre garanzia di qualità acquistare vini che riportino la dicitura “Imbottigliato all’origine da” o “Prodotto e imbottigliato da”: si potrà essere sicuri che a produrre e imbottigliare sia la stessa azienda. Sono, infatti, molto frequenti accordi tra aziende che prevedono la vendita di prodotti semilavorati: quando più soggetti lavorano sullo stesso prodotto c’è spesso da diffidare della qualità.

È inoltre molto comune la circostanza per la quale il produttore o l’imbottigliatore siano contrassegnati con sigle ambigue o incomprensibili. Molto spesso i produttori industriali preferiscono utilizzare sigle identificative che al consumatore dicono poco o nulla. Sono quindi da evitare bottiglie che non offrono trasparenza sul nome dell’imbottigliatore. Il principio alla base di questa raccomandazione è semplice: un produttore che utilizza il nome della propria cantina, mette in gioco il proprio brand e spesso utilizza nome e cognome, difficilmente potrà produrre un vino scadente. Metterebbe in gioco, inutilmente, la propria reputazione pubblica e commerciale.

Alternative per comprare vino: Wine Box a domicilio

Per fortuna, anche nelle grandi città, i supermercati non detengono il monopolio della vendita del vino. Grazie alla passione di vinicoltori autentici e di sommelier qualificati sono state lanciate sul mercato delle Wine Box: ovvero pacchetti commerciali che includono vini del territorio di altissima qualità corredati da schede didattiche per saperne di più.

Le Wine Box sono una vera e propria boccata d’aria per i piccoli produttori indipendenti: grazie a piattaforme come Taste in Sud, possono vendere in tutta Italia il loro prodotto. Il consumatore, dal canto suo, potrà imparare qualcosa di nuovo sul vino e consumarlo in maniera corretta e più consapevole.

Acquistare una Wine Box “a sorpresa” permette dunque di scoprire interessanti specialità del territorio a prezzi assolutamente accessibili. Visita lo store di Taste in Sud per saperne di più!